Image Alt

eFlor

Dall’antropocene al Plantropocene

di Giustino Ballato – Presidente di Società Orticola del Piemonte

Dalla fine dell’antropocentrismo all’alleanza tra piante e uomo.

Fino a poco tempo fa, in occidente, si può dire fosse quasi tutto cibo. Trasmissioni televisive sulla cucina, blog sul cibo, interi percorsi turistici fondati sulle tradizioni enogastronomiche locali, profili instagram zeppi di fotografie di piatti ricchi e colorati nell’istante prima di essere consumati. Non che l’attenzione verso il cibo sia diminuita. Anzi, senza paura di esagerare potremmo definire gli anni che stiamo vivendo “il decennio del cibo”.

Da qualche tempo però, sorprendentemente, sembra stia diffondendosi un nuovo fenomeno di massa: l’interesse diffuso per le piante. Vengono dati alla stampa sempre più libri su piante e giardinaggio, aumentano le persone determinate a cimentarsi nella gestione di piccoli orti o sedotte dall’idea di abbellire il proprio balcone con piante e fiori di ogni tipo, il giro di affari dei vivaisti è in curioso incremento. Anche sui social, va da sé, il riflesso di questo fenomeno non manca.

A Torino lo sappiamo bene: nata come piccola manifestazione avente al seguito qualche decina di vivaisti e qualche migliaio di visitatori, Flor ha finito per invadere letteralmente il centro storico della città, trasformandosi in una mostra mercato tra le più attese dell’anno.

Eppure, chi attraversa Flor non lo fa soltanto per comprare piante. Quando i visitatori attraversano i nostri stand, l’impressione che abbiamo è che non stiano soltanto cercando una pianta da acquistare, ma che siano alla ricerca di un’emozione da vivere.

Certo, l’idea del giardino può ricondurci al mito dell’Eden, ovvero del paradiso perduto, il giardino ancestrale in cui rifugiarsi idealmente per ritrovare una serenità andata. Quel che ci piace pensare però è che più che di un passato imprecisato, quella che aleggia tra i nostri stand sia una “nostalgia del futuro”, di un futuro possibile e rivoluzionario in cui le piante possano essere un nostro alleato nell’ottica di un cambiamento radicale dello stato di cose presente. Per questo facciamo nostro il pensiero dell’antopologa canadese Natasha Mayers, che per prima ha teorizzato la necessità per l’uomo di traghettare il mondo dall’attuale antropocene a una nuova era che potremmo chiamare “plantropocene”: un futuro in cui l’uomo riesca a trovare un nuovo modo di stare al mondo e di rapportarsi con la natura in maniera non invasiva, nel segno di un vero e proprio sodalizio con le piante.

Perché, se c’è una cosa che il mondo vegetale ci insegna – e in questi mesi di sconvolgimento dovremmo avere finalmente compreso – è che sul nostro pianeta tutto è connesso, e che pensare di salvarsi da soli non è altro che un effimero miraggio.

Ci vediamo a FLOR Autunno Torino
in via Roma, piazza San Carlo, piazza CLN, Giardini Sambuy, Galleria San Federico
10-11 ottobre dalle 9:00 alle 19:00

E poi FLOR Milano
in piazza Castello (fermata metro Cairoli Castello)
il 17-18 ottobre dalle 09:00 alle 19:00

Segui eFLOR su facebook e instagram
#ilnostrogiardinoeilmondointero