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La nomenclatura botanica: perché le piante hanno dei nomi in latino?

A cura di Edoardo Santoro

La nomenclatura è il complesso sistematico dei termini relativi a una determinata scienza o disciplina, ordinati e predisposti secondo norme convenzionali, atte a evitare ogni possibile confusione fra gli oggetti di una disciplina.

Ogni pianta ha un nome comune e un nome scientifico: il primo è quello con cui viene comunemente chiamata e conosciuta usando la lingua locale (ad esempio il rosmarino, il pesco, il girasole); il secondo è quello con cui è conosciuta in tutto il mondo, a prescindere dalla lingua e dalla geografia (ad esempio Rosmarinus officinalis, Prunus persica, Helianthus annuus).

Si usa dunque il latino botanico, linguaggio internazionale riconosciuto da tutti gli studiosi e che consente di identificare in modo certo le piante. Questo curioso latino comprende alcuni termini moderni, come japonicum (del Giappone), bonariensis (di Buenos Aires) o capensis (del Sud Africa) che certamente non potevano esistere nel passato!

Questo linguaggio fu introdotto dal botanico svedese Carlo Linneo (1707-1778), che decise di attribuire a ciascun organismo due nomi (non solo alle piante ma anche agli animali, funghi e insetti): genere e specie.
Classificò le piante sulla base del numero di stami e le raggruppò per similitudini micro e macroscopiche.

A distanza di 300 anni si fa ancora riferimento a questo metodo, seppure con costanti aggiornamenti e perfezionamenti curati dal Congresso Internazionale di Botanica che in collaborazione con Royal Botanic Gardens, Kew e Missouri Botanical Garden elabora la lista aggiornata di tutte le piante classificate al mondo (ThePlantList.org)

È quindi importante conoscere il nome scientifico di ogni pianta, scritto in corsivo minuscolo, che è costituito da genere+specie e infine la sigla dell’autore (una lettera puntata) che sta per il botanico o scienziato che per primo ha descritto in modo corretto e scientifico la specie: L. sta per Linneo a cui sono attribuite il maggior numero di descrizioni delle specie conosciute alla sua epoca. Ad esempio il pesco è Prunus persica L.

Nello stesso genere possono essere comprese molte specie, alcune simili altre anche molto differenti. Oltre al Pesco nel genere Prunus troviamo l’Amareno – Prunus cerasus, il Mandorlo -Prunus amygdalus, il Susino – Prunus domestica, il Lauroceraso – Prunus laurocerasus.

I nomi scientifici possono avere un’origine curiosa ma anche dare informazioni utili sulla pianta e aiutarci a capire meglio come e dove coltivarla.
Descrivono l’habitat: sylvestris – dei boschi (es. Anemone sylvestris), saxatilis – delle rocce (es. Tulipa saxatilis).
Indicano il luogo d’origine: pedemontanta – del Piemonte (es. Primula pedemontana); sinensis – della Cina (es. Camellia sinensis).

Celebrano personaggi e studiosi: Forsythia – dal naturalista canadese Forsyth; Dahlia, dal naturalista svedese Dahl, Begonia, dal governatore di Santo Domingo Begon
Fanno riferimento alla morfologia o all’uso della pianta: officinalis – medicinale (es. Salvia officinalis); rapunculus – con radici ingrossate (es. Campanula rapunculus).

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