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La pacciamatura

A cura di Edoardo Santoro

Nel giardinaggio esistono alcune tecniche di coltivazione che hanno come primo riferimento la natura, la cui osservazione diventa il punto di partenza per applicarle al meglio e personalizzare.

La pacciamatura è una di queste e significa ricoprire con uno strato di materiale organico, inorganico o minerale il terreno nelle aiuole ma anche nei vasi; tra queste la scelta migliore ricade sulla pacciamatura organica, sicuramente quella più sostenibile, naturale e gradevole esteticamente.

Sono molteplici gli obiettivi che si possono raggiungere pacciamando:

1.  Il contenimento delle piante infestanti, anche se è necessario uno strato considerevole di materiale
2. Il mantenimento delle condizioni di terra cresce e umida in estate e calda e protetta in inverno
3. Il lento e costante nutrimento del terreno dovuto al degradarsi della materia organica
4. L’insediamento di lombrichi, insetti, funghi e batteri utili che creano sinergia con le piante
5. La germinazione di piante stagionali o ortaggi i cui semi sono protetti e favoriti dalle condizioni che si creano con il materiale organico

Quali sono i materiali migliori per pacciamare?

Sicuramente, e la natura ce lo insegna, le foglie degli alberi sono un’ottima scelta e in particolare le foglie di faggio, carpino, betulla, aceri che sono di piccole dimensioni e consentono all’aria di circolare mantenendo elevato il contenuto di micro-organismi utili. Possono essere usate molte altre foglie di arbusti e alberi ornamentali con eccezione di quelle piante che durante l’anno manifestano sofferenze e malattie sulle foglie (ad esempio molte rose o quelle piante colpite da malattie fungine come mal bianco, macchia nera, ticchiolatura)

Un ruolo importante lo svolge anche la paglia; in particolare il suo uso estivo è indicato per l’orto e per tutte le zone del giardino o del terrazzo dove si vuole ridurre l’irrigazione. La paglia mantiene stabile la temperatura superficiale del terreno e ci si può permettere qualche distrazione e dimenticanza “da innaffiatoio”!

Il materiale che si trova più comunemente in commercio è la corteccia , in comodi sacchi pronti all’uso ma non sempre adatti all’uso in giardino e terrazzo in particolare laddove la composizione è al 100% di pino e conifere in quanto acidificano il terreno e possono variare le condizioni di crescita delle piante; l’ideale è una composizione mista di cortecce finemente sminuzzate che svolgono un compito eccellente.

Ci sono numerosi altri materiali per pacciamature e a seconda delle disponibilità e della fantasia di ognuno si possono usare gusci di noci, nocciole, pistacchi oppure noccioli di frutta, fave di cacao e frammenti di conchiglia!

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